[PROVA] Honda Jazz Hybrid

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[PROVA] Honda Jazz Hybrid

Messaggio Da iamback il Mar 10 Mag 2011 - 23:16

In rete ho trovato questa completissima prova da parte del portale AutoAmbiente.


Honda Jazz 1.3 Hybrid Elegance

Martedì 26 Aprile 2011 04:00

Prova d'uso

L’ibrida sbarca nel segmento B
Se dovessimo trovare un aggettivo per definire la Jazz saremmo in dubbio tra razionale, funzionale, pratica o efficiente. Ma forse il più appropriato è intelligente, termine che in qualche modo racchiude i precedenti e che fornisce la giusta umanità ai progettisti del modello. Eppure la monovolume compatta presentata nel 2002 non ha riscosso grande successo di vendita, almeno in Italia, neppure con la sua seconda serie, di recente ristilizzata. A cambiare le sorti commerciali potrebbe essere l’ultima evoluzione, la Hybrid presentata al Motor Show di Parigi 2010 e, di fatto, primo modello ibrido del segmento B. Che abbiamo già avuto modo di assaggiare con soddisfazione nel traffico cittadino e che ora sottoponiamo a un lungo test drive.


Piccola fuori, grande dentro
Apparentemente identica alle versioni con solo motore termico, la Hybrid differisce per alcuni accorgimenti aerodinamici per migliorarne l’efficienza. Tra questi citiamo il nuovo disegno della griglia e del profilo della presa d’aria inferiore e dei paraurti, studiati per evitare turbolenze. Lunga 3,9 metri e larga 1,7, la Jazz ha ingombri da utilitaria che non differiscono molto da quelli della Fiat Punto Evo (4,07x1,69). Radicalmente diversa l’impostazione stilistica, con l’italiana che predilige il classico disegno da berlina due volumi e la giapponese che si veste da piccola Mpv pur essendo più alta di pochi centimetri (154 contro 151). Una scelta, che pur essendo meno apprezzata dal pubblico, si rivela efficace. A guadagnarne è lo spazio interno come dimostrano i dati della volumetria a disposizione dei bagagli: da 275 a 1030 litri per la Evo, da 303 a 1.320 per la Hybrid che, tra l’altro, “perde” 96 litri rispetto alla Jazz a benzina per la presenza delle batterie del sistema ibrido sotto il piano di carico.


Flessibilità intelligente
Centimetri a parte, l’abitacolo della Jazz si distingue per l’elevata flessibilità e praticità di quelli che Honda definisce “sedili magici”. In realtà, di magico non hanno niente, ma sono frutto di un’intelligente progettazione. Tra le peculiarità del sistema citiamo la possibilità di ribaltare i sedili posteriori per creare una vano di carico perfettamente piano in grado, secondo Honda, di ospitare tre mountain bike non smontate, e quella di reclinare gli schienali posteriori. Da segnalare pure il sedile anteriore passeggero abbattibile, per incrementare la lunghezza disponibile da 1,7 a 2,4 metri, e le sedute di quelli posteriori ripiegabili verticalmente di 90 gradi in modo da potere inserire dietro i posti anteriori oggetti ingombranti come una bicicletta. Operazione favorita anche dall'angolo di apertura delle porte posteriori di 80 gradi.


Seduta alta e buona ergonomia
Il posto guida ha una seduta superiore alla media di categoria, fattore che facilita le operazioni di salita e discesa e consente una migliore visibilità. Altro pregio della postura verticale è l’ottimizzazione degli spazi interni con minore spreco di utili centimetri che vanno a favore degli occupanti. La posizione di guida ideale si trova facilmente intervenendo su altezza e profondità di sedile e volante. Encomiabile pure la disposizione di leve e pulsanti, sempre facilmente raggiungibili senza distogliere lo sguardo dalla strada. Intuitiva la lettura del cruscotto, che rispetto alle altre Jazz è più scuro per migliorarne il contrasto con la retroilluminazione dei quadranti, con la strumentazione racchiusa in tre elementi circolari; quello centrale, di maggiori dimensioni ospita il tachimetro e il display del computer di bordo.


La meccanica deriva dalla Insight
In tema tecnico vi rimandiamo alla scheda tecnica riportata sotto e al dettagliato comunicato stampa Honda, limitandoci a ricordarvi che il motore da 1,3 litri i-Vtec e il sistema ibrido IMA (Integrated Motor Assist) sono gli stessi dalla Insight. Dalla berlina deriva pure il cambio automatico a variazione continua CVT e l’Ecological Drive Assist System (Eco Assist), del quale trovate ampie informazioni nel documento appena citato, che favorisce stili di guida sostenibili. Viceversa, ci concentriamo sugli effetti sulla guidabilità e su consumi ed emissioni delle tecnologia adottate.

La prima è fortemente influenzata dalle scelte sulle varie opzioni di guida. Nella modalità normale la Jazz ha un comportamento abbastanza brillante, in particolare in accelerazione e in ripresa da velocità contenute dove si “sente” il contributo del motore elettrico. Chi desidera maggiori prestazione può selezionare la “S” del cambio per togliersi diverse soddisfazioni. Il merito, oltre che allo spunto superiore fornito dalla combinazione dei due motori, è pure della delle “palette” dietro al volante che trasformano il cambio in un sequenziale a 6 velocità, opzione comoda non solo nella guida sportiva, ma pure per sfruttare il freno motore in discesa. Efficace la regolazione di sospensioni e ammortizzatori che conferiscono un assetto piuttosto neutro e intuitivo da controllare. E in caso di evidenti errori di guida o manovre di emergenza ci sono comunque diversi dispositivi elettronici, come il VSA (Vehicle Stability Assist), che riducono la probabilità di urti.


Ti insegna l’ecoguida
Più interessante, almeno per noi, è il risultato ottenuto sfruttando l’opzione “Econ” che attiva l’Eco Assist e modifica le impostazioni del motore. L’Eco Assist influisce a livello psicologico inducendo ad adottare uno stile di guida ecologico. La principale persuasione arriva dalla colorazione del cruscotto, verde se guidate in modo efficiente, blu se siete discreti e viola se non rispettate le basi dell’ecoguida. A supporto dei suggerimenti colorati si può tenere d’occhio l’indicatore che segnala lo stato di assistenza o ricarica dell’unità elettrica posto nell’elemento circolare destro del cruscotto o il display all’interno del tachimetro. Questo prevede diverse schermate, tra le quali una che raffigura l’andamento del sistema IMA e una che riporta il consumo medio e istantaneo. Un valore, quest’ultimo, espresso tramite un barra luminosa che, per la verità, è meno efficace di un’indicazione numerica. Un insieme di soluzioni che, secondo Honda, aiuterebbero non poco a migliorare la propria efficienza di guida, in particolare quella dei guidatori meno esperti.


Si va “piano”, ma lontano
Più concrete le variazioni al sistema di gestione di controllo del motore dalla modalità “Econ”. Anche in questo caso per i dettagli tecnici vi rimandiamo alla cartella stampa, mentre preferiamo segnalarvi che l’erogazione della potenza diventa più fluida, con conseguente calo nello spunto in ripresa e accelerazione. Prestazioni inferiori che, a nostro avviso, non influiscono sulla guida quotidiana, a meno di non avere molta fretta. E a guadagnarne sono i consumi. In media negli oltre 1.000 km di prova il computer di bordo ha registrato un consumo di 5,1 l/100 km, non molto lontano dai 4,5 del dato ufficiale. Inoltre, i 19,6 km/l sono comprensivi delle prove con la guida sportiva e di lunghi tratti autostradali nei quali, viaggiando a 130 km/h a circa 2.800 giri/minuto, si consumano intorno a 6,0 l/100 km.


Quasi 25 km con un litro
A dimostrazione che potevamo ottenere un risultato migliore è un test specifico per minimizzare i consumi. Una prova dove abbiamo applicato le nostre conoscenze di ecoguida e cercato di trarre il massimo vantaggio dalla trazione elettrica. In particolare, una volta raggiunta la velocità di crociera abbiamo sfruttato l’inerzia e dato leggere accelerate per mantenere la velocità con il solo supporto del motore elettrico. Con molta fortuna nel trovare poco traffico e semafori verdi siamo riusciti a percorrere 65 km alla media di 51 km/h con una richiesta di carburante di appena 4,1 l/100 km (il dato dell’extraubano è di 4,4 l/100 km), cioè fare 24,4 km con un litro di benzina. Un dato che, con il prezzo della miscela nobile di 1,584 euro/litro, significa un costo chilometrico di appena 6,5 centesimi di euro, non molto lontano da quello ottenuto con modelli bi-fuel a Gpl.


Il sistema IMA vale 24 g/km
Quanto detto sui consumi si ripercuote sulle emissioni di CO2. Il dato ufficiale è di 104 grammi/km, un valore inferiore di 24 g/km rispetto alla versione con il solo motore a benzina (che, priva di batterie, pesa 70 kg in meno) e tra i migliori della categoria. A titolo di esempio, la Punto Evo 1.4 MultiAir turbo da 99 cv ne rilascia 129, la Yaris 1.3 da 100 cv si ferma a 120 g/km e molte city car fanno peggio della Hybrid. Le uniche rivali a fare meglio sono alcune versioni diesel ad alta efficienza, come la Volkswagen Polo 1.2 TDI (secondo le versioni, da 87 a 99 g/km), che però non hanno la versatilità della monovolume giapponese.


L’ecologia inizia in fabbrica
In tema ambientale è da segnalare pure la fabbrica di Suzuka, in Giappone, dove viene prodotta la Jazz. Circondata da 100.000 alberi in grado di assorbire 800 tonnellate di CO2/anno, lo stabilimento è dotato di un ampio impianto fotovoltaico, prodotto dalla stessa Honda, e di un’unità di cogenarazione per la produzione di calore ed elettricità. Inoltre, gli sprechi sono ridotti al massimo, in particolare grazie a una strategia di riciclo che consente di recuperare molti risorse. Comprese le batterie del sistema IMA che a fine vita vengono adeguatamente trattate per riciclare le materie prime utili e minimizzare i danni di smaltimento.


È l’ibrida più economica sul mercato
La Jazz Hybrid Elegance è in listino a 20.290 euro, 2.340 in più della versione 1.4 i-Vtec da 100 cv priva di sistema ibrido parallelo. Un “plus” che difficilmente si recupera, considerato che il modello termico è accreditato di 5,5 l/100 km nel ciclo misto, cioè appena un litro in più della ibrida. Agli attuali prezzi del carburante, il motore elettrico riuscirebbe a compensare il maggiore esborso poco prima dei 150.000 km. Chi vuole risparmiare può scegliere l’allestimento Comfort che, stranamente costa “soltanto” 2.200 euro in più della variante con sola unità termica, cioè 18.850 euro. Un prezzo apparentemente elevato per un modello del segmento B, ma che appare proporzionato a rivali con carrozzeria monovolume come la Lancia Musa (la versione da 1.6 MTJ Gold da 88 cv costa 21.700 euro) o la Citroën C3 Picasso (il listino delle versioni con più di 80 cv sono compresi tra 17.450 e 21.900 euro).

Inoltre, la dotazione di serie della Jazz Comfort è decisamente completa e, tra l’altro, include climatizzatore automatico, fendinebbia ,cerchi in lega e un lungo elenco di dispositivi di sicurezza che assicurano alla Jazz 5 stelle nei crash test EuroNcap. Con la Elegance si aggiungono tetto panoramico in vetro, cruise control, vetri posteriori oscurati, allarme sonoro e volante in pelle. Da segnalare che per la Hybrid Honda ha previsto un colore specifico, il verde lime.



SCHEDA TECNICA

Motore termico
Cilindrata (cc): 1339
Emissioni (grammi CO2/100 km): 104
Potenza (kW/cv – giri/min): 65/88 - 5800
Coppia (Nm - giri/min): 121 - 4500

Motore elettrico
Potenza (kW/cv - giri/min): 10,3/14 - 1500
Coppia max (Nm - giri/min): 78,5 - 1000

Prestazioni
Velocità massima (km/h): 177
Accelerazione 0-100 km/h (s): 12,6
Consumo medio (l/100 km): 4,5
Autonomia (km): 850
Posti: 5

Bagagliaio (litri): 303 - 1320
Prezzo (euro): 18.850 (Comfort) – 20.290 (Elegance)



FONTE: AutoAmbiente.com

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Re: [PROVA] Honda Jazz Hybrid

Messaggio Da Neon68 il Mer 11 Mag 2011 - 9:09

Prova rivista Automobilismo:

Velocità massima 174,9 Km/h a 5950 g/m

0-100 in 11,03 secondi
400 metri da fermo in 17,82 secondi
1 Km da fermo in 33,31 secondi

Frenata da 100 a 0 in 40,4 metri

Consumo:
Urbano 15,6 Km/l
Extraurbano 19,2 Km/l
Autostrada 13,3 Km/l

Scarto al tachimetro a 130Km/h 127,5.

-------------------------------------

Prova rivista Quattroruote:

Velocità massima 179,5 Km/h

0-100 in 11,4 secondi
400 metri da fermo in N/D
1 Km da fermo in N/D

Frenata da 100 a 0 in 44,0 metri, 0,89g (il giornale specifica a freddo)

Consumo:
Urbano 15,9 Km/l
Extraurbano 19,5 Km/l
Autostrada 11,9 Km/l

Consumo velocità costante in D:
a 90Km/h 21,7 Km/l
a 100Km/k 19,6 Jm/l
a 130Km/h 13,9 Km/l
a 150Km/h 10 Km/l


Ultima modifica di Neon68 il Mer 11 Mag 2011 - 14:01, modificato 4 volte

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Re: [PROVA] Honda Jazz Hybrid

Messaggio Da iamback il Mer 11 Mag 2011 - 11:27

Ottimo neon!

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Re: [PROVA] Honda Jazz Hybrid

Messaggio Da Neon68 il Mer 11 Mag 2011 - 14:00


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Re: [PROVA] Honda Jazz Hybrid

Messaggio Da iamback il Mer 11 Mag 2011 - 15:24

Un bel bodykit! Peccato che non sarà mai così...forse il solo spoiler..

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Re: [PROVA] Honda Jazz Hybrid

Messaggio Da Neon68 il Mer 11 Mag 2011 - 17:20

Io eviterei proprio di produrla, le ibride faticano a vendere causa prezzi ancora troppo elevati, figurati una elettrica dalla bassa autonomia e dalla lunga ricarica.
Forse piccole citycar dal prezzo umano....

Personalmente non credo che l'auto solo elettrica sia la soluzione del futuro.

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Re: [PROVA] Honda Jazz Hybrid

Messaggio Da Frank80 il Mer 11 Mag 2011 - 17:36

Condivido quanto detto da Neon e poi chissà quanto costerà, secondo me più di 40.000 euro. Aspetta e spera mamma Honda...

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